Un’idea immensa, si la cultura sportiva per la responsabile per la #FederazioneItalianaRugby del settore femminile è questo.

” Più che di un concetto vago, per me, è un concetto molto ampio all’interno del quale è necessario non perdere l’orientamento.

Cultura è sapere, sport è educare divertendo. La cultura sportiva dunque è un insieme di azioni, pensieri, parole, che nel tempo, diventando duratura, può portare a modificare, migliorandolo, lo spirito ed il benessere generale di una persona, un gruppo, una fascia d’età o una popolazione. 

Ha anche un connotato fortemente valoriale, che non può rimanere “sulla carta” ma deve essere tradotto in esempio quotidiano: non si può predicare il sostegno e poi praticarlo in maniera settoriale, non si può solo parlare di lealtà senza essere i primi ad esserlo. Credo fortemente che tutti noi che lavoriamo nell’ambito della formazione, sportiva e non, e che abbiamo a che fare con costanza con bambini e giovanissimi, abbiamo una grandissima responsabilità, di incarnare quei valori che cerchiamo di tramandare, avendo la consapevolezza di essere fallibili, e di essere noi stessi in continua evoluzione.

Spesso si indica la Scuola come unica responsabile della mancanza di cultura, in questo caso sportiva.

Io penso che alla cultura di un Paese e dei suoi cittadini contribuiscano vari “enti” formativi: la Scuola, la cosiddetta società civile, di cui fanno parte anche le società sportive, e la famiglia, che rimane sempre la prima fonte di stimoli. Se famiglia-scuola-sport o altro non condividono la stessa filosofia, si crea un cortocircuito formativo/educativo, ed ecco allora che i ragazzi che fanno sport a scuola vengono tenuti in considerazione in maniera negativa (perché considerati studenti che perdono tempo), ecco che tra genitori e scuola si creano forti tensioni, ecco che tutti si permettono di dire la propria nel campo dello sport pur non essendo preparati per farlo. Torno al concetto di cultura sportiva: questi tre esempi non potrebbero essere validi in un Paese con una forte cultura anche nello sport, o comunque sarebbero di molto limitati.

Si dice sempre che l’Italia è un Paese con una scarsa cultura sportiva, e come dicevo prima, l’imputata principale è la Scuola, con la sua atavica carenza di palestre, attrezzature, campi, e di ore a disposizione per la pratica sportiva. Questo alla fine è diventato un alibi.

Se si prendesse consapevolezza che cultura sportiva significa anche collaborazione, condivisione, lealtà, amicizia, sostegno e non solo agonismo e alto livello, se ciascuno avesse ben chiaro la differenza tra avversario e nemico, tra far vivere in piena autonomia l’esperienza sportiva ai propri figli e non proiettare loro ansie, paure, aspettative, di certo sarebbe un bel passo in avanti verso la meta. “