Comunicazione, in questi giorni mi hanno scritto diversi circoli sportivi per sapere quanto costa realizzare un progetto per il loro club. La mia risposta: “ Se volete sprecare i vostri soldi tanto; se invece vi interessa ottenere molto un piano di rp costa poco.

Premetto che già questo è un successo. Parlare di cultura del progetto in Italia – ed in particolar modo nello sport e nel rugby – è sempre un successo come anche il fatto che sempre più dirigenti stanno accorgendosi che il Pr è un lavoro completamente diverso dall’addetto stampa, dal media manager, dal grafico, dal presidente tuttofare.

La ragione di questa risposta risiede nel motivo che pagare un consulente di Rp per l’analisi e la definizione dei pubblici e degli obiettivi e la scelta degli strumenti su un budget piccolo o grande che sia ( nelle Rp, c’è spazio per ogni somma ricordatelo ) è perfettamente inutile se non si è disposti ad adottare sette condizioni da rintracciate nel circolo sportivo in cui opererete. Se mancano nessun Piano di Rp starà in piedi ed è perfettamente inutile investire somme in comunicazione, io stesso ve lo sconsiglierei.

UN PIANO DI RP E’ UN CRITERIO DI ORGANIZZAZIONE CHE HA SETTE REQUISITI

Queste sono le sette domande che faccio per definire la possibilità reale di ottenere buoni risultati assicurati dalla costruzione di un progetto di Relazioni Pubbliche per un rugby club.

CREDIBILITA’ Volete essere credibili? Quanto siete disposti a rendere rispondente a quel clima di fiducia nell’essere percepiti dai diversi pubblici che scopriremo essere i vostri reali interlocutori? Tante volte il desiderio di comunicare è rivolto ad un pubblico solamente, quello che si considera utile e spesso con molto scarto tra la ritualità dei messaggi e la verifica tangibile del feedback che ne deriva ma che spesso interessa poco considerare. Non è mai così perchè tutti i pubblici son collegati tra loro e si addensano e modificano in forma e dimensioni come fossero gocce di mercurio. La prima domanda che pongo è. Il vostro club, l’organizzazione che vuole comunicare vuole essere utile, è interessata agli altri, a chi dialogherà con voi?

 

CONTESTO se voi non vi ponete sulla stessa frequenza dei vostri interlocutori non ci sarà mai dialogo, se non scegliete un contesto (ambientale, sociale, politico, economico ) utile per entrambi non ci sarà mai scambio. Non potete pretendere che chi comunicherà con voi venga nel vostro territorio e si comporti come voi reputate favorevole, non conviene nemmeno spingervi in territori che non conoscete e per cui non siete attrezzati: meglio trovare un’area comune  e in quella costruire una relazione. Ma il vostro club, il vostro circolo sportivo quanto è disposta a cedere come posizione per trovare un contesto comune?

 

CONTENUTI Avete davvero qualcosa da dire di utile che non sia stato già detto? E ancora di più – visto che i vostri interlocutori non sempre amano ricevere solo promesse, voi siete attrezzati per gestire sia la concretizzazione di ciò che direte ( per chi lo considera importante ) e siete disposti a governare quel ” reciproco prenderci in giro” in modo almeno etico ( per chi lo considera più utile) senza spingervi nel vostro gioco d’interesse quando non coincide con quello del vostro interlocutore?

 

CHIAREZZA Semplicità non significa perdere ruolo. Ancor di più è fondamentale che ci sia una sola voce da parte di tutta la vostra organizzazione.  Il vostro club ha scelto questa via? Se delegate la costruzione di un programma di Rp avete ben chiaro che spesso vi troverete a dover far gestire il coordinamento a chi si occuperà realmente della comunicazione? E l’ufficio stampa di un club, o altre funzioni comunicative come i fotografi o altri specialisti o gli stessi atleti, sono ben coscienti e accettano di essere strumenti di un piano di Rp? Spesso questa è la situazione più complessa da far maturare per poter avviare una progettazione della comunicazione utile al club.

 

CONTINUITA’ Nessuna comunicazione deve o può finire. Sia quelle pianificate in un timing ben chiaro a tutti ( e non solo a poche persone dentro il club ) sia quelle che sempre si attivano e che il più delle volte – senza una funzione d’ascolto attiva – non considerate o ignorate. Ripetere, ripetere, ripetere è importante nella comunicazione. Può non piacere, può sembrare spam ma senza ripetizione intelligente e varia non siamo che episodi poco memorizzabili nel grande affollamento che esiste su tutti i canali e ancor di più nella mente dei nostri interlocutori ( diventati nel frattempo, uno soto tra tutti, centomila e nessuno o più)

 

CANALI Meglio comunicare su vie e in luoghi dove i vostri pubblici hanno già il loro traffico e verso i quali nutrono familiarità e fiducia. La sorpresa, lo scarto, il cambio di gioco va gestito solo se tutto il vostro schieramento è pronto a farlo diventare rassicurante e sorprendente in modo entusiasmante, seducente e affascinante per chi dialoga con voi. Rendere chiari i vantaggi dell’innovazione significa saper rendere visibili le idee e i loro vantaggi.

 

RICETTIVITA’ Spesso pretendete di parlare col vostro linguaggio. Nel rugby questo è il grosso limite a proporsi in maniera utile e comprensibile. Ma gli stereotipi, le idee radicate, i luoghi comuni sono più che ostacoli degli spunti da utilizzare in quel territorio comune nel qual nasce la relazione. Siete pazienti e vi sentite sicuri e forti per non snaturarvi?

Ecco, se dopo queste domande siete ancora disposti a non sprecare soldi in comunicazione come spessissimo avviene nel mondo del rugby di base ( dove le risorse sono già scarse ) allora siete pronti a costruire un piano di Relazioni Pubbliche per il vostro club di rugby.