Tutto quanto fa oggi comunicazione nel rugby e nello sport professionistico è un argomento che interessa non solo gli addetti ai lavori ma gli stessi dirigenti, atleti, sponsor e naturalmente appassionati e spettatori. Anche perchè dalla comunicazione vien fuori il valore del rugby e il suo posizionarsi fra le industrie del tempo libero nell’economia moderna.

Il mondo del rugby è diviso oggi fra professionismo e terzo settore, fra impieghi federali e volontarismo di base. Un sistema misto che ha bisogno de essere conosciuto di più, interpretato e accettato. Nascono da qui i tanti grumi che addensandosi impediscono lo scorrimento delle capacità vitali per dare al nostri rugby la possibilità di competere in ambito internazionale.

La capacità, cioè, di saper fare sistema. Il Sei nazioni, non è solo la competizione sul campo di sei nazionali ma anche il confronto e la competizione di sei sistemi che se la giocano su ambiti molto più complessi e articolati dove è il sistema culturale economico e manageriale di un paese ad essere impegnato su vari ambiti.

La comunicazione, tra questi temi è uno degli aspetti fondamentali, anche perchè sui grandi media mondiali viaggiano gli sviluppi futuri che rischiano di metterci ai margini.

Durante la nostra esperienza nel rugby come educatori, dirigenti e manager abbiamo visto quelli che sono le grandi opportunità, i rischi, i danni che fare comunicazione comporta.

Oggi il 50% di ciò che è sport è fatto di comunicazione, il rugby non sfugge a questa percentuale che è solo abbozzata. Paradossalmente quello che avviene sul campo conta per come e quanto lo si riesce a sostenere, vendere e addensare attraverso la comunicazione.

Il vero focus oggi è far capire come, noi del rugby, ci raccontiamo e come ci percepiscono gli altri. Fornire spunti e idee per sfruttare al meglio le diverse tecniche e discipline. E far passare l’idea che per fare comunicazione non servono immensi capitali ma grandi idee e molta progettazione. Siamo le parole che usiamo… e non solo le parole perchè tutto comunica!

Non è solo la Federazione che deve evolvere e accettare questa sollecitazione ma anche i club di tutta Italia.

L’assistenzialismo piace a tutti. A chi riceve caramelle, a chi attraverso le caramelle riceve consensi.