Rugby e RP

Sette domande

Rugby e RPPensate di sviluppare un piano di Relazioni Pubbliche per il vostro club? Prima ancora di “metterci mani” con l’analisi e la definizione dei pubblici e degli obiettivi ci sono sette condizioni che vanno rintracciate nell’organizzazione in cui opererete. Se mancano nessun Piano di Rp starà in piedi. Spesso sono variabili e condizioni “presenti” in modo proclamato dai vertici di un’organizzazione ma nella realtà si tratta di aspetti ” di base” poco considerati o peggio ancora rifiutati.

CREDIBILITA’/ Vogliamo essere credibili? Quanto siamo disposti a rendere rispondente a quel clima di fiducia nell’essere percepiti dai diversi pubblici che scopriremo essere i nostri reali interlocutori? Tante volte il desiderio di comunicare è rivolto ad un pubblico solamente, quello che si considera utile e spesso con molto scarto tra la ritualità dei messaggi e la verifica tangibile del feedback che ne deriva ma che spesso interessa poco considerare. Non è mai così perchè tutti i pubblici son collegati tra loro e si addensano e modificano in forma e dimensioni come fossero gocce di mercurio. La prima domanda da farsi è. Il club, l’organizzazione che vuole comunicare vuole essere utile, è interessata all’altro?

CONTESTO / se io non mi pongo sulla tua stessa frequenza non ci sarà mai dialogo, se non scegliamo un contesto (ambientale, sociale, politico, economico ) utile per entrambi non ci sarà mai scambio. Non possiamo pretendere che chi comunicherà con noi venga nel nostro territorio e si comporti come noi reputiamo favorevole a noi, non conviene nemmeno spingerci in territori che non conosciamo e per cui non siamo attrezzati: meglio trovare un’area comune  e in quella costruire una relazione. Ma il nostri club, la nostra organizzazione quanto è disposta a cedere come posizione per trovare un contesto comune?

CONTENUTI/ Abbiamo davvero qualcosa da dire di utile che non sia stato già detto? E ancora di più – visto che i nostri interlocutori amano sempre ricevere promesse da far diventare azioni concrete ma  che spesso anche sui proclami che resteranno irrealizzabili si costruisce la comunicazione – noi siamo attrezzati per gestire sia la concretizzazione di ciò che diremo ( per chi lo considera importante ) sia governare quel ” reciproco prenderci in giro” in modo almeno etico ( per chi lo considera più utile) senza farci trascinare nel gioco d’interesse del nostro interlocutore quando non coincide col nostro?

CHIAREZZA / Semplicità non significa perdere ruolo. Ancor di più è fondamentale che ci sia una sola voce da parte di tutta la nostra organizzazione.  Il nostro club ha scelto questa via? Chi delega la costruzione di un programma di Rp ha ben chiaro che spesso si troverà a dover far gestire il gioco a chi si occuperà realmente della comunicazione? E l’ufficio stampa di un club, o altre funzioni comunicative come i fotografi o altri specialisti o gli stessi atleti, sono ben coscienti e accettano di essere strumenti di un piano di Rp? Spesso questa è la situazione più complessa da far maturare per poter avviare una progettazione della comunicazione utile al club.

CONTINUITA’/ Nessuna comunicazione deve o può finire. Sia quelle pianificate in un timing ben chiaro a tutti ( e non solo a poche persone dentro il club ) sia quelle che sempre si attivano e che il più delle volte – senza una funzione d’ascolto attiva – non consideriamo o ignoriamo. Ripetere, ripetere, ripetere è importante nella comunicazione. Può non piacere, può sembrare spam ma senza ripetizione intelligente e varia non siamo che episodi poco memorizzabili nel grande affollamento che esiste su tutti i canali e ancor di più nella mente dei nostri interlocutori ( diventati nel frattempo, uno soto tra tutti, centomila e nessuno o più)

CANALI / Meglio comunicare su vie e in luoghi dove i nostri pubblici hanno già il loro traffico e verso i quali nutrono familiarità e fiducia. La sorpresa, lo scarto, il cambio di gioco va gestito solo se tutto il nostro schieramento è pronto a farlo diventare rassicurante e sorprendente in modo entusiasmante, seducente e affascinante per chi dialoga con noi. Rendere chiari i vantaggi dell’innovazione significa saper rendere visibili le idee e i loro vantaggi.

RICETTIVITA’ / Spesso pretendiamo di parlare col nostro linguaggio. Nel rugby questo è il grosso limite a proporsi in maniera utile e comprensibile. Ma gli stereotipi, le idee radicate, i luoghi comuni sono più che ostacoli degli spunti da utilizzare in quel territorio comune nel qual nasce la relazione. Siamo pazienti e ci sentiamo sicuri di non snaturarci? Ecco allora siamo pronti a costruire un piano di Relazioni Pubbliche per il nostro club di rugby.