Il rugby, l’Aquila e le altre sonorità di Pandaman.

Iniziamo a conversare a ruota libera con Marco Troiani, rugbista e rapper aquilano. Pandaman, lui è questo oggi e “ Da qua su” è il suo disco d’esordio.

RUGBYLJA: “ E’ quello che si vede da una gru nella tua città, è l’Aquila questa in copertina…”

PANDAMAN: “ Si, quello che si vede e che resta sommerso. Tutto quello che ci siamo detti nel dialogo tra di noi. Perché “Da qua su ” è un disco dedicato alla mia città, percepita in modi differenti… su frequenze che intercettano emozioni non sempre visibili. E che parla anche del tempo, quello tra me e lei che vedo come una donna.”

RUGBYLJA: ”Il tuo tempo? Quello che sei, il percorso che dal campo di rugby ti ha portato nell’ hip hop, nella musica indipendente…”

PANDAMAN:”  Ci ho giocato fin da piccolo a rugby, ci gioco, ma più volte mi son dovuto fermare e provare a riprendere a causa di diversi infortuni. L’ultimo qualche settimana fa al crociato. Anche per il comparire e lo scomparire del rugby nella mia vita vale quello che si vede e che resta sommerso, te l’ho detto. Vengo da rugby e dalla musica e al rugby e alla musica voglio arrivare… tra dieci anni io non riesco che a vedermi che dentro al rugby o alla musica.”

RUGBYLJA: “ Gino, ( Luigi Troiani ndr.) tuo papà che è stato rugbista e musicista e adesso team manager di Italrugby… oltre l’Aquila e l’Abruzzo un altro riferimento forte nel mood della tua vita…”

PANDAMAN: “ Beh si, per forza. Con lui ho imparato a conoscere il rugby e la musica che mi faceva ascoltare da ragazzino. Rock anni Sessanta e Settanta, la base. E poi ovviamente anche crescere accanto a un Nazionale ti forma. Magari ti spinge a reagire per costruirti un tuo modello differente ma ti innesca tanto, un percorso che ti porta a cercare dentro di te: quello che si vede e che resta sommerso… ( ride ).”

RUGBYLJA: ” E poi, ad un certo punto, ti ritrovi la musica nella tua vita…”

PANDAMAN: ” Si, avvenne come per tanti ragazzi aquilani ed abruzzesi con i Dabadub. Punto di riferimento per tanti di noi, sia come attività di divulgazione e di formazione che come eventi, concerti e in ultimo di etichetta discografica. La Jam Rock Records appunto, quella che ha prodotto il mio disco. In Italia c’è tantissimo nei circuiti indipendenti e sicuramente quello che è sotto, sommerso, è l’aspetto più interessante. In fondo io sono nato grazie a questa energia e a quello che cerco di incanalare. Io oggi voglio fare subito tanto, più roba possibile nel minor tempo possibile, è una dinamica che mi fa rinascere sempre, ogni volta…il movimento non l’immobilità. “

RUGBYLJA:” Qualcosa che vedi dall’alto, come da una gru…”

PANDAMAN: “ Si… questo è il mio punto fermo, la mia prospettiva se vuoi, come per questa città che ho raccontato con le parole sulla musica… perché l’importante è che qualcosa venga sempre fatto: non cosa, non quanto, ma che venga fatto, senza fermarsi mai.”