ANDREA CIMBRICO OF COURSE!

Dietro tutto ciò che di Italrugby si vede e si conosce c’è lui, il Responsabile delle Relazioni Media della Federazione.
Genovese, ex pallanuotista, tra un aereo e un hotel in giro per l’Europa, Andrea Cimbrico ci tratteggia ( all’una di notte! ) le emozioni, le incazzature, le sintonie e le cavolate di un lavoro dove la parola routine è peggio di belin!
Per fare i colti, e ribadire che anche noi leggiamo Wikipedia e all’una di notte non dormiamo mai, ecco quindi cinque domande ispirateci da importanti esponenti del mondo dei Media. #italrugby

PANK: ” E’ impossibile parlare in modo tale da non essere frainteso.(Karl Popper).
Nella settimana di un Responsabile Media di Italrugby quante volte capita di essere frainteso?”.

CIMBRY: ” Meno capita, meglio è. Può succedere di non capirsi, per carità, ma le relazioni con atleti e staff – costruiti negli anni e la formazione oltre al naturale sviluppo dei rapporti umani – sono alla base del nostro lavoro. Dopo tanti anni, da questo punto di vista ritengo che il rapporto squadra/staff media sia tra i più stretti del panorama 6 Nazioni. Con un Parisse, ma anche con un Favaro che conosco dai tempi dell’Accademia, ci si intende con tre parole. Da un lato mi rende orgoglioso, dall’altro mi preoccupa: sto invecchiando!

PANK: ” Il computer più nuovo al mondo non può che peggiorare, grazie alla sua velocità, il più annoso problema nelle relazioni tra esseri umani: quello della comunicazione. Chi deve comunicare, alla fine, si troverà sempre a confrontarsi con il solito problema: cosa dire e come dirlo. (Bill Gates).
Hai mai avuto dubbi di aver fatto una cavolata pazzesca nel tuo lavoro con Italrugby, ed esserti trovato nella situazione di non poter più intervenire sperando che nessuno si fosse accorto dell’errore?”.

CIMBRY: ” Più che altro, la certezza: comunicato con dichiarazione di Geldenhuys scritta direttamente dagli appunti, con esito tragicomico visto che erano basati sulla trascrizione testuale dell’italiano di Quintin. Sempre rileggere prima di inviare, anche se come nel mio caso si ha grande fiducia nelle proprie capacità linguistiche.”

PANK: “La comunicazione perfetta esiste. Ed è un litigio. (Stefano Benni).
Comunicando Italrugby hai mai litigato con qualcuno con cui poi sei diventato amico riconoscendo che lui aveva ragione? “.

CIMBRY: “Diciamo che è la norma. Il primo impatto col sottoscritto può essere difficile, preferisco partire lentamente nei rapporti ed accelerare nel medio/lungo termine.
Quanto a dare ragione al prossimo, sono senza dubbio una persona aperta al confronto, specialmente al lavoro. Parto con la mia idea di come un dato tema dovrebbe essere trattato o una certa operatività sviluppata, ma posso arrivare a cambiare idea se le argomentazioni altrui sono sensate.
Soprattutto, credo sia fondamentale cercare di vedere sempre il possibile risultato finale da più angolazioni.”

PANK: Ciò che non puoi comunicare rovina la tua vita. (Robert Anthony).
Nel tuo lavoro con Italrugby hai qualcosa che non sei riuscito a comunicare come volevi e che speri un giorno di riuscire a fare per stare in pace con te stesso?

CIMBRY: “Guardando indietro, sicuramente sì. Ma è inevitabile, per la crescita individuale e per lo sviluppo degli strumenti di comunicazione. Dieci anni fa, quindi una finestra temporale molto ridotta, avevo altre competenze, un altro modo di approcciare, una differente profondità. Cambierei sicuramente molto di quanto ho fatto, potendolo fare come il me stesso di oggi. Non vuol dire che abbia sbagliato allora, ma avrei potuto pensare a diverse prospettive per dimostrare un dato fatto. Sulla gestione delle
crisi, invece, non ho particolari retropensieri: penso di aver sempre
offerto i consigli più coerenti a gestire la contingenza.”

PANK: ” Una comunicazione efficace è fatta dal 20% di ciò che sai e dal 80% di ciò che provi rispetto a ciò che sai (Jim Rohn).
Ti abbiamo visto a volte nelle sere che precedono la partita più teso e concentrato degli stessi giocatori, o a bordo campo dopo una batosta ragionare e sostenere i ragazzi in campo: tu con Italrugby quanto pensi di metterci il Cimbrico di oggi e quanto emerge invece del Cimbrico atleta di ieri che scendeva in campo come loro?”.

CIMBRY: ” Per fortuna del rugby, ho giocato a pallanuoto. Ho fatto un po’ di rugby a scuola, ma essendo cresciuto in una famiglia molto sportiva ho sempre amato tutti gli sport di squadra, in particolare pallanuoto, rugby e football americano.
Per quanto riguarda la tensione pre-partita, penso sia comune a tutti noi che viviamo la Squadra, dal baggage master al team-manager: viviamo al fianco di questi ragazzi e sappiamo quanto significhi per loro andare in campo per la Nazionale, voler avere successo oggi e lasciare un segno sul rugby italiano che verrà. E credo che chiunque ami il proprio lavoro non possa che non provare la stessa tensione che proviamo noi.”