Maxime Mbanda

Intervista a Luisa Pagnozzi, la mamma di Maxime Mbanda

Flanker della Nazionale Italiana Rugby

Ci sono dei momenti in cui ti chiedi se il destino è fatto di coincidenze o se le coincidenze creano il tuo destino.

Nessuna teoria filosofica, nè strani percorsi mentali per spiegarsi le cose. Un’amabile chiacchierata a distanza in una giornata uggiosa di Milano e il grigiore poco convinto di una giornata al Sud. E soltanto certe giornate indefinite sanno però donare carica ed energia positiva dagli incontri che fai.

 

Ci siamo “incontrate”  telefonicamente, e dalla voce riconosci subito una vitalità e una voglia di mettersi sempre in gioco che stupiscono, ma non sorprendono.

Senti dai toni e dalle pause, la forza di una donna.

La determinazione di una mamma,e sai che ti troverai a parlare anche di suo figlio che..gioca a rugby.

 

RM: “Luisa..dimmi come si è avvicinato tuo figlio a questo sport?” (domanda retorica?), ma curiosa di conoscere in che modo la scelta di uno sport, possa non essere casuale.. E’ lo sport che cerchi o..lo sport aspettava solo te?

Luisa: Sai io ho amato e amo lo sport, in tutte le sue forme,così mi risponde, ho anche fatto atletica leggera,e la cosa che desideravo per mio figlio è che potesse scegliere uno sport all’aria aperta.

Beh, da milanese certo tifa il Milan, quasi ovvio, però gli ho sempre detto che il calcio no. Quello proprio non lo devi scegliere. Calcio escluso. Baseball?..si, ma..è meglio lasciar perdere.

Rugby..si..almeno si può provare e il bambino si approccia a questo sport, per  iniziare l’avventura in Amatori Rugby Milano.

 

Luisa prosegue: io ho sempre insegnato a mio figlio che doveva sempre avere soprattutto rispetto verso gli altri bambini, l’educazione e il rispetto dati non solo come richiesta, ma con l’esempio che vive in casa.

Il piccolo era un pò goffo, impacciato,forse grosso per la sua età, ma tanto sensibile che piangeva se accadeva qualcosa. Gli ho sempre detto che non doveva mai dare spintoni ai suoi compagni, nè colpirli, buttarli a terra.

Eppure in quello sport, gli chiedevano questo..cosa fare??? troppo combattuto, con i miei insegnamenti,per l’educazione impartita, che lui nelle partite neanche toccava i suoi avversari.

Ma..la svolta è arrivata in un giorno “particolare”, e l’ho capito subito che era arrivato il momento. Il bambino aveva nove anni, Trofeo Topolino. Partita piatta,ma..quando l’hanno buttato a terra, per l’ennesima volta, allora lì, in quel momento è accaduto qualcosa.

Si gli insegnamenti dei genitori, quelli sempre presenti, per carità, anzi anche la puntalità e l’impegno per essere sempre presente agli allenamenti, alle partite. Mai saltato un incontro.

Eppure..quel giorno, dopo quella caduta, la sua crescita è iniziata..forse si, si è anche arrabbiato veramente,ma fatto è che nel pomeriggio è riuscito a riscattarsi e han vinto tutte le partite.

Per lui è iniziato il momento in cui il rugby e il bambino si sono scelti..il destino..

Da quel momento qualche anno è passato, il talento naturale, gli fan percorrere diversi traguardi, ma Luisa ci tiene a sottolineare che lui deve sempre essere grato, guai a montarsi la testa,nulla è dovuto, e sempre l’impegno è l’unica gratificazione che c’è.

La serietà di una donna, la coerenza di una mamma.

L’esempio dicevamo dell’agire, e dell’essere consapevoli che si può essere d’aiuto agli altri,l’ha ricevuto anche dal papà,che senza orari, se qualcuno ha bisogno delle sue cure mediche,citofona anche di notte per potersi fare curare.

Senza mai chiedere nulla in cambio. Se si ha la possibilità di poter essere d’aiuto agli altri, e questo anche da ragazzo Luisa lo ripete al figlio, devi ritenerti fortunato,e fare qualcosa anche per chi lo è meno di te.

RM :”Luisa, ma riesci a seguire anche adesso tuo figlio?”

Luisa: Quando posso, vado agli allenamenti, alle partite quando gioca in Italia, ma non ho mai smesso di seguire i piccoli dall’under 6 in poi agli incontri del mio Club.

Lo sport, è proprio nel suo dna. La nostra chiacchierata volge al termine, è stato un vero piacere parlare con te Luisa.

Pardon..

Lei è Luisa Pagnozzi, la mamma di Maxime Mbandà,flanker della Nazionale Italiana Rugby, undici caps all’attivo.

Anzi non solo la mamma di Maxime.

Lei è Luisa la forza gentile di una donna.