La scuola di Rugby da Galiza nasce il 30 Settembre del 2006, realtà non molto distante da noi, che è nata e continua a crescere per essere una squadra, dentro e fuori dal campo. Loro hanno fatto del rugby una missione e un impegno quotidiano.

Escolinha infatti appare in una comunità in Portogallo, senza una tradizione di rugby.
Il progetto ha preso vita per poter essere accanto a persone che soffrono di carenze e difficoltà di vario genere,realtà spesso non facili,che portano avanti giorno per giorno. Ma l’impegno e la solidarietà hanno permesso di dare testimonianze molto ricche e coerenti di amore verso il prossimo.

Dove i bambini e i giovani vengono indirizzati verso questo sport come uno dei loro progetti di vita.
Son partiti da un piccolo campo, e attorno ad esso si è sviluppata una piccola comunità di persone che gestiscono le varie attività.

Bambini e giovani, famiglie di giocatori impegnati all’interno del progetto, volontari e responsabili della promozione sportiva, del sostegno scolastico e dell’assistenza sanitaria, organizzazioni e istituzioni che investono per creare nuovi obiettivi.

All’interno della loro realtà che è più di una club house, hanno creato “Megabambis” per le categorie 8,10,12,14,16,18 senior e femminile; un’ufficio sportivo, con fisioterapisti e osteopati.

La loro attività però non è solo sportiva, aiutano nella crescita dei ragazzi indirizzandoli verso percorsi scolatici, creando dei moduli per garantire un supporto scolastico, per chi ha necessità dai primissimi anni fino ai 12 anni.

Tutte le età della vita sono coinvolte nei loro progetti , non dimenticando la grande forza degli anziani, a cui è rivolto un laboratorio di ceramica.

Tutte le attività svolte sono servite nel corso del tempo, e continuano a servire ai bambini, giovani, adulti, anziani e famiglie.
Atl da Galiza, con la sua Escolinha, ha una missione, quella di poter aiutare a costruire una società più dignitosa e giusta, dove la vita di ogni essere umano è amata, rispettata, difesa e promossa in tutte le sue fasi e in tutte le sue dimensioni di crescita, culturale, razziale, religioso.

La completezza di questa piccola realtà , può essere un esempio di come in piccole comunità, la possibilità di creare coesione fra sport e necessità quotidiane, ha trovato un giusto equilibrio di crescita e inclusione sociale.

Non bisogna avere dei grandi numeri per pensare in grande.

L’importante è avere un grande cuore per tutti.