POP INTERVISTA CON CHARLOTTE RANIERO DI PURE MOMENT

Francese, di Marsiglia città di mare, Charlotte Raniero detta Charlie o ancora “La Grive” è la giornalista responsabile Italia di Pure Moment: l’agenzia di comunicazione e marketing sportivo che cura lo sponsoring di Cariparma Crédit Agricole per Nazionale italiana di Rugby.
A Rugbylja, Charlotte ha concesso una di quelle Pop interviste nelle quali conversiamo di rugby ma a modo nostro, attraverso cinque frasi guida tratte da libri, canzoni e film; ovviamente tutte con riferimento alla Francia e al rugby. Per La Grive abbiamo preso a riferimento: “Il favoloso Mondo di Amelie”.

PANK: ” Ognuno vive come gli pare, ma oggi sembrano tutte uscite da una fotocopiatrice” ( Amelie Poulain) /
Ciao Charlotte, con Pure Moment avete introdotto nell’Italia del rugby un rinnovamento della comunicazione rilevante puntando moltissimo sullo storytelling.
La narrazione è diventata per voi e per la Fir protagonista della promozione del nostro sport.
Secondo te qual è la ricettività di forme differenti di comunicazione in un ambiente come il rugby italiano che nella maggioranza dei casi è ancora attestato sul predominio quasi esclusivo degli uffici stampa, della comunicazione tecnica e che tante volte occhieggia al calcio?
In poche parole: quale stato dell’arte vedi in questo settore?

CHARLIE: “Credo che la FIR abbia capito che una comunicazione corporate oppure una comunicazione solo tecnico-sportiva non basta per promuovere il rugby.
L’Italrugby è una squadra giovane ma che inizia ad essere fra le più mature sul digitale.
La svolta social ha avuto un peso considerevole nel raccontare il Rugby e nel disegnare il suo futuro.
Anche con il progetto RugbyCariparma, abbiamo accorciato le distanze tra la squadra e i tifosi. Di sicuro abbiamo stretto legami più forti con la Nazionale, permettendo ai tifosi/utenti di vivere la loro passione in modo immersivo.
E appunto grazie a questa collaborazione con F.I.R abbiamo portato Crédit Agricole Cariparma fra gli sponsor sportivi più attivi e originali in questo settore.
Pure Moment ha puntato su un format inedito tre anni fa: un webzine rugbystico lifestyle su Facebook, Twitter e Instagram per non più seguire la Nazionale ma viverla.”

PANK: ” “Meglio consacrarsi agli altri che a un nano da giardino.”
( Amelie) /
In Italia relativamente ai valori del rugby, ci sono due grandi fronti. Chi pensa che non abbia più senso di parlare di valori nello sport professionistico, che il rugby non abbia quella diversità morale rispetto ad altri sport, che la cultura anglosassone dello sport da noi non attecchisca; e coloro che ai valori del rugby fanno continuamente riferimento come esigenza e sostanza della nostra identità utile alla vita e in particolar modo ai ragazzi.
Tu, da cugina transalpina, quindi da ” Italiana di cattivo umore” come la vedi?

CHARLIE: ” Ti rispondo con due esempi concreti. 6 Nazioni 2016, torniamo in albergo dopo la sconfitta contro la Scozia e troviamo alcuni Azzurri dietro il bar a servire birre e a scherzare con tifosi scozzesi.
Non ricordo di averlo visto in altri sport e ancora meno in Francia, se no, con squadre minori.
Il secondo esempio, è il lavoro di Stefano Curcuruto e colleghi del Briganti Rugby con cui avevo avuto il piacere di scambiare diverse opinioni sullo scopo educativo del rugby a Librino.
Terrò quindi due parole: condivisione e integrazione.
Due valori che persistono dai giovanili ai nostri idoli professionisti.”

PANK: “I critici letterari? Sono come dei cactus con troppe spine.”
( Amelie ) /
L’Italia, si sa, è un paese da oltre sessanta milioni di commissari tecnici per il calcio, ma anche nel rugby non siamo messi molto diversamente: come hai trovato ” l’opinione pubblica del nostro sport” specialmente nel suo rapporto con i coach, i giocatori, i della Nazionale?

CHARLIE: ” Una squadra sportiva (o più generalmente una squadra di lavoro) è un sottile equilibrio che si mantiene grazie al particolare talento che uno si porta dentro e che mette a servizio degli altri.
Chi lavora allo sviluppo del rugby italiano, è a posto suo (almeno dovrebbe esserlo).
E nello stesso modo, chi critica (a volte anche per passione), lo fa perché ci sarà una ragione.
Credo che sia dappertutto così.
Ci sono appassionati che spingeranno sempre la squadra verso la linea di meta anche con un punteggio sfavorevole.
E ci sono gli appassionati-critici che rimetteranno in discussione il sistema.
Nei confronti di O’Shea e dei suoi giocatori invece, vedo più stima e fiducia da parte dei tifosi e non solo.

PANK: ” La vita è solo un’interminabile replica di uno spettacolo che non avrà mai luogo.” ( Hippolito) /
Fra quanti anni l’Italia potrebbe vincere il Sei Nazioni?
Beh, sei Francese, ottimista come il nostro amico Jacques Brunel…Lui ti ha suggerito qualcosa?”

CHARLIE: ” Non importa fra quanto tempo.
L’essenziale è di avere la convinzione che un giorno o l’altro, tutte le squadre ci temeranno e lavorare quotidianamente per vincere sempre di più.
Da notare il « ci ».
Confesso di tifare Italia pure quando gioca contro la Francia… Dimmi tu se parlo come lo Zio Brunel!”

PANK: ” Mai fidarsi dei trapezisti. Ti mollano all’ultimo momento.” ( Amelie)
L’ultima cosa che vorrei chiederti è ciò che ad un giovane studente di comunicazione che voglia intraprendere il nostro lavoro daresti come consiglio.
La comunicazione dello sport è un settore su cui puntare?
Che opportunità e rischi ci sono?”

CHIERRE: ” Di metterci tanta passione.
Se lo farà con passione, farà anche qualche sacrificio ma raggiungerà la sua meta.
Lo sport si reinventa ogni giorno quindi se dovessi scegliere un settore di attività, sceglierei questo.
Poiché riesce a seguire tutte le mutazioni della società e dunque offre tante possibilità di carriera.
Opportunità?
Avere il privilegio di raccontare storie mai lette, contribuire allo sviluppo di uno sport, partecipare in prima persona a grandi eventi, seguire giocatori dalla nascita alla leggenda… I rischi… mai smettere di pedalare!
È un settore che va veloce quindi bisogna essere creativi e avere una carica mentale forte.
I colpi sono tanti e se abbassi la guardia, sei k.o.” #italrugby #puremoment#comunicazione #strorytelling