L’associazione HURRA è nata in Brasile da un gruppo di persone,che si sono unite per diffondere il rugby come sport di valori,di formazione e di trasformazione della società.
Hurra è un incitamento, un grido collettivo che dà energia alla voglia di cambiamento.
Il progetto è iniziato con la collaborazione del Dipartimento di Educazione Municipale di San Paolo nel 2010, ed ora è considerato come un punto di riferimento nella serie di iniziative svolte nelle scuole.

La loro metodologia riconosce che l’educazione attraverso lo sport ha contribuito direttamente ad aiutare i bambini e i giovani nei pilastri dell’educazione integrale proposti dall’UNESCO:
imparare ad ESSERE
imparare a VIVERE
imparare a SAPERE
imparare a FARE
Imparare a vivere insieme, a sviluppare la comprensione reciproca e la percezione degli altri,giocando insieme si realizzano progetti comuni mentre allo stesso tempo, si impara a gestire i conflitti, nel rispetto dei valori del pluralismo, della comprensione reciproca e della pace.
Il rugby come scuola di vita, che permette agli individui di sapersi rapportare sviluppando una propria responsabilità personale, di autonomia e comunicazione.

Lo sport,e il rugby per poter insegnare disciplina, fiducia e leadership per dare i principi fondamentali come tolleranza, cooperazione e rispetto.
Attraverso lo sport,si gestisce la vittoria e la sconfitta, educando i ragazzi al rispetto anche verso il proprio corpo e gli altri, evidenziano gli aspetti per una vita sana e la prevenzione di malattie.

La missione di Hurra è di essere un agente per promuovere lo sport e lo sport educativo come mezzo per trasformare l’individuo e il suo ambiente sociale. La proposta di azione allea la pratica dello sport alla pratica della riflessione sull’esperienza del gruppo.

L’Hurra ha scelto il Rugby per l’unicità dei suoi principi e regole, ma principalmente per i valori che porta.
Tutti questi valori vissuti nell’apprendimento e nella pratica, sono in linea con gli obiettivi educativi dei progetti, che permettono di formare non soltanto possibili atleti, ma cittadini migliori.