L’estate non sta finendo, siamo a metà del periodo dell’ozio e del relax. E il rugby di questa stagione? La stagione delle trasgressioni e delle scappatelle, dei progetti futuri e degli illusori amori per sempre? Che fa il rugby d’estate, il bacchettone?

Beh, ci riflettevo sotto l’ombrellone, guardando distrattamente dei ragazzini che giocavano a tamburello, altri a pallavolo e alcuni a calcio; per non parlare di quelli che interpretavano a modo loro una qualche forma di pallanuoto a qualche metro dalla battigia.

No, il rugby d’estate non fa molto per cercare nuovi amici, per sedurre e fare innamorare o innamorarsi di situazioni differenti dal solito menage. Non si trasforma in mille altre interpretazioni fuori dagli schemi, Non è uno sport Dongiovanni il rugby, ma piuttosto bacchettone, ama la posizione del Missionario e non trasgredisce. Si bea delle solite  compagnie ( beach fra giocatori che si ritrovano dopo la stagione invernale e riprendere e rilanciare sfide );  organizza tornei e partitelle lontano dagli ombrelloni e dagli sguardi indiscreti, non offre occhiate malandrine alle belle figliole sugli arenili e ai giovanotti che ci vorrebbero provare ma che se non sono tesserati, o nel giro.

Ammettiamolo: il rugby d’estate è noioso e poco attraente. Non se lo filano in molti sulle spiagge. Anche sui Social ce la suoniamo e ce la meniamo fra di noi con le stesse trite immagini. Vanno per la maggiore i soliti campioni, le solite battute, le stesse frasi, le impregnanti grigliate e sempre quella solita solfa della birra che non se ne può più! Ma cavolo, amare la birra è meraviglioso ma esistono anche altri altri godibilissimi intrugli, drink, cocktails. Possibile che il rugby d’estate non riesca ad inventarsi nulla di nuovo? Eppure ci sono centinaia di ragazzi bellissimi anche se non conosciouti nel nostro sport, ci sono ragazze meravigliose e regioni dove il rugby – in associazione con natura ed enogastronomia – farebbe furore.

Perchè non si attinge a tutto questo, perchè non si esce dal nostro piccolo e autoreferenziale mondo per andare a vivere la vita della gente? Diamoci una mossa ragazzi, iniziamo a pensare in modo più aperto allora, come dicevano un tempo le nonne: i benefici dell’estate – se non vivi all’aria aperta – non te li porti d’inverno 🙂 It’s real pop rugby!

la foto è di Luigi Piredda