Sono il cuore del movimento del rugby, il centro attorno a cui ruotano le attività sportive ma anche le emozioni e la cultura del nostro sport.

Qui si incontrano varie figure e ci sono innumerevoli aspetti che caratterizzano ogni club, l’uno diverso dall’altro; con scopi e obiettivi diversi, con un clima particolare.

Quello che si vive in un club di rugby è ciò che ci portiamo dentro per tutta la vita del rugby.

La cultura e i comportamenti sportivi si imparano dentro un club ma in un club si impara anche a rapportarsi agli altri nella vita e nelle differenti situazioni ed età.

Ecco perché i club vanno accompagnati ad una loro presenza sul territorio, nelle diverse regioni. Sono un sistema sociale di valori complesso fatto di tante anime e realtà.

E vanno conosciuti di più, vanno agevolati i rapporti fra di loro e forniti loro strumenti per promuoversi e creare valore con ciò che fanno e sono.

Tutto bello quanto detto, è il modo più retorico e tradizionale per descrivere il mondo del rugby italiano e la realtà che, spesso, nascondiamo sotto il tappeto durante le pulizie.

I club italiani hanno un grande limite di maturità che è il grande limite del nostro movimento: sono in continuo e perenne conflitto. Un conflitto che deriva da tante situazioni personali, da odii trascinati per decenni fra uomini di diverse casacche per scopi nobili: una raccomandazione, denaro, invidie e concorrenza per accedere ad un “paradiso delle meraviglie stipendiate” che è piccolo, che è quello e che non può contenere tutti.

Eppure non è solo la preoccupazione di crearsi uno stipendio che supplisca alla difficoltà di riuscire a guadagnarsi la pagnotta con la propria professione una volta smessa l’attività agonistica. Il punto è che si è creduto che potesse essere il rugby a dare lavoro e una pensione sicura a chi per il rugby ha rinunciato a tutto. E’ un amore sconfinato , lo si può vivere dimenticando il contatto con la realtà che quando ritorna ti arriva come un treno in corsa.

C’è solo un antidoto a tutto questo. E’ la cultura sportiva, quella che non è solo retorica perché senza cultura sportiva saremo solo, per tanti anni ancora, come le città greche. Come sia finita la loro storia lo sappiamo tutti.