In the rugby of love, lo viviamo così il suo potere. Il rugby, come l’amore, può essere vissuto e osservato da tante angolature.

Rugbylja cerca proprio quelle più insolite, fuori dalle consuetudini. Prospettive di un rugby Pop dove tante persone comuni diventano personaggi veri e autentici.

Il rugby non è solo quello che si vede in tv, sui campi, nelle club house. E’ pop quando esce nelle piazze e nei parchi. E’ vivo quando mostra la sua bellezza e coinvolge con la sua complessità.

Il rugby non è solo legittimato e tra discorsi competenti di tecnici ed esperti che inseguono il professionismo. E’ pop quando lo si scopre semplice in tutte le sue forme e adattamenti. Quando non ci si ingabbia nelle regole e nelle tradizioni ma si esplorano nuove direzioni.

C’è anche il rugby dell’immaginazione e delle illusioni. E’ pop quando resta un sogno, cosciente dei suoi limiti. Il rugby sarà vivo quando non inseguirà altri mondi e non vorrà assomigliare a nulla.

Il rugby dei rituali e delle foto scattate in camera dopo una partita, un allenamento. E’ pop quandoè la gente a farlo sapendo che sarà sempre e solo un divertimento. Non è importante che il rugby diventi professionistico, basta per com’è. Deve essere convinto di questo.

Il rugby aspettando la settimana per ricominciare nuovamente, senza una ragione precisa, con l’illusione di cambiare il mondo o il nulla oppure soltanto l’opinione di chi il rugby non lo conosce nemmeno. E’ pop quando ne parli sempre, e sempre sei solo, isolato tra gli amici al bar o a casa durante il Sei Nazioni.

Se il rugby è uno stile di vita davvero non dimentichiamoci mai che la vita ha tante e tante sfumature che è bello giocarla per questo; senza mai pentirsi o scoraggiarsi di amarla in modo differente da tutti. Scusate il disagio se viviamo a modo nostro il rugby: siamo Italiani!