Una conversazione con Maxime Mbanda, flanker della Nazionale Italiana di Rugby e delle Zebre, sul suo infortunio e sulla forza della mente.

“lei non ha le ossa di vetro. Lei può scontrarsi con la vita. Se lei si lascia scappare questa occasione con il tempo sarà il suo cuore che diventerà secco e fragile come il mio scheletro. Perciò si lanci, accidenti a lei!

Mi torna in mente questa frase, che l’Uomo di Vetro disse ad Amelie Poulain, quando ascolto come Maxime Mbanda mi racconta il suo strano periodo che dura ormai da un po’; ancora un infortunio, ancora una partita da giocare prima di tornare a giocarne altre sul campo.

E infatti, una conversazione con Maxime, è fatta da frasi e pause, da quello che la volontà comunica e ciò che il cuore tiene dentro, che ricaccia ancora più in profondità. Forse timore, fatalismo, forse irrazionalità che invece la passione per il rugby tiene a bada.

RUGBYLJA: “ Che mi dici Maxime di tutto questo…”

MAXIME: “ Da parte mia che dirti, sono stato abbastanza sfortunato in questo periodo; mi sono operato la prima volta alla spalla a Gennaio 2016, poi mi sono rioperato a Luglio 2017. Riesco a Tornare a Novembre abbastanza in forma e a farmi quattro partite del Sei Nazioni, oltre che le partite con le Zebre… e mi rifaccio male.

RUGBYLJA: “Quali pensieri in queste situazioni per un giocatore di rugby, per uno sportivo?”

MAXIME: “Ovviamente, quello che passa per la testa… nei primi giorni è pesante, davvero, pensi di tutto. Rabbia, più che sconforto rabbia.

Tu hai fatto di tutto per tornare in campo il prima possibile e non è facile… però poi razionalizzi e cerchi di farlo presto, per non abbassare la guardia. Quasi un dialogo da solo a solo con te stesso.

Il mio infortunio è capitato in un periodo abbastanza libero – mi sono detto – diciamo che in fondo salto le ultime partite con le Zebre, purtroppo, e la tournè estiva in Giappone che, si… può essere stimolante e tutto, ma l’anno prossimo c’è un altro Sei Nazioni, c’è il Mondiale e quindi il mio pensiero è che ho tutto il tempo di mettere a posto ogni centimetro del mio corpo, durante l’estate, a partire dalle gambe, e tornare in campo il meglio possibile.

RUGBYLJA: “Come stai lavorando per questo?”

Ho già il mio obiettivo, col Mental Coach adesso siamo ridefinendo gli obiettivi, visualizzandoli, identificando delle energie emozionali utili a costruire un percorso molto concreto. In questi momenti è fondamentale attenersi alla realtà, e tirare fuori tutto il potenziale della mente e dell’anima per trasformare questa situazione in una nuova opportunità di crescita, diciamo di evoluzione.

La testa, infatti, è già a Settembre dove penso e voglio essere in campo nuovamente e come mai sono stato. Poi, il fatto che mi sia operato da subito e che abbia iniziato immediatamente a fare riabilitazione ha aiutato molto perché di testa mi ha reso concentrato sul lavoro. Sono più determinato per questo, perché non ho avuto tempi morti.”

RUGBYLJA: “ E dove ti sta guidando la tua mente Maxime…”

MAXIME: “A comprendere ancora di più una cosa: che se la nostra mente è debole, noi cederemo. Se la nostra mente è forte, saremo forti anche negli imprevisti. Una mente forte non ci permette di ottenere tutto quello che vogliamo, ma ci permette di accettarlo, nonostante non l’abbiamo ancora ottenuto. Ci permette di difenderlo e realizzarci. E’ una grande esperienza, che ogni ragazzo che fa rugby dovrebbe considerare… e non solo giocando a rugby.”