L’alto livello italiano fatica a trovare un suo assetto di marcia e da più parti si indica il 2018 come un anno importante nel rapporto chiarificatore sul nostro ruolo internazionale.

Anche nella formazione e gestione economica l’alto livello arranca e i problemi sono sotto gli occhi di tutti.

Questa situazione che ripercussioni, secondo te, ha sull’attività di minirugby dei club e sulla promozione del rugby?

E’ questa la domanda che, in prossimità del Sei Nazioni 2018, poniamo a diversi addetti ai lavori.

 

Johnnyanoia Coniglio ( educatore Mini Rugby nel Gubbio Rugby )

“La ripercussione c’è e non è poca soprattutto nelle piccole realtà. Dopo anni di Milano, anche se Rugby Parco Sempione era appena nata ma comunque poteva godere di un bacino d’utenza importante, vedo qui a Gubbio delle difficoltà per pubblicizzare e accaparrarsi nuovi elementi che per motivi economici vanno nelle società di calcio che magari non fanno pagare.

Inoltre c’è sempre più una rincorsa a dei risultati che non hanno senso per il mini rugby. Questo perché ancora molti si basano sul ragionamento per cui con un approccio estremamente agonistico nel mini rugby si possono ottenere risultati con i seniores.

Non so se sono riuscito a spiegarmi bene ma secondo me questo sport ha bisogno di mettere sempre più sul piatto delle realtà non di pubblicizzare un qualcosa che non esiste più”