Il tema della cultura sportiva del rugby in Italia – all’inizio del 2019 – torna spesso nelle parole di manager, coach, commentatori di rugby e non solo. Si dice che, più in generale, in Italia manca una cultura sportiva consapevole, che senza di essa nulla è possibile costruire; ma l’idea di cultura sportiva non viene specificata, resta un concetto molto vago nel nostro paese, nel mondo educativo e nel rugby.
Ne abbiamo parlato con Daniele Pacini, responsabile tecnico del rugby di base della federazione Italiana Rugby.

Pank: ” Daniele Tu cosa pensi a proposito? Cosa è per te oggi la cultura sportiva del rugby e cosa fare per divulgarla in Italia? “

Daniele Pacini: ” La cultura sportiva del rugby è l’insieme dei valori, dei principi e delle azioni coerenti con i primi due, che ogni attore del movimento sportivo dovrebbe interpretare.

La cultura sportiva del rugby dovrebbe essere anche un tema politico: la capacità del nostro Stato – nelle sue cariche istituzionali – di comprendere come lo sport non sia solo un business o un evento; ma sia un sistema per educare i giovani (che saranno i dirigenti e gli attori del Paese di domani) a quei valori e quei principi di comunità che solo attraverso lo sport si comprendono fino in fondo, in quanto si vivono senza scorciatoie.

La diffusione della cultura sportiva del rugby dovrebbe passare dalla consapevolezza della stessa. Senza consapevolezza c’è poco da diffondere.

Nel piccolo del rugby di base, il mio ruolo – in seno alla Federazione Italiana Rugby – è quello di indirizzare il settore tecnico del rugby di base verso questa consapevolezza. Orientare i Club ad avviare un processo in cui l’identità del Club sia al centro di un programma di sviluppo sostenibile delle diverse comunità locali in cui queste organizzazioni sono inserite e vivono.

Concordo che nel rugby, e in ogni sport, la funzione esecutiva sia affidata ancora in maniera troppo rilevante alle figure politiche.

Negli paesi soprattutto anglosassoni il “potere di governance della divulgazione” è affidato invece a professionisti.
Una prima azione efficace, per far attecchire una cultura sportiva, sarebbe che almeno le federazioni di tutti gli sport facessero un primo passo in questo senso, per agire con maggior efficacia es efficienza seguendo programmi pluriennali a lungo termine.