Una piccola storia torna alla mente di Massimo Maci Camerin, un bel racconto
dal presidente del Touch Rugby italiano:

“Quando avevo 11 anni ho giocato contro la Benetton in Ghirada (in casa loro) e stavamo perdendo qualcosa come 50 a 0.

All’ennesima entrata in area di meta della
Benetton eravamo così scoraggiati da non riuscire a seguirlo.

Il giocatore aspettò con il pallone in mano fino all’arrivo del primo dei nostri difensori per schiacciarli la palla in meta davanti agli occhi.

L’arbitro, accortosi della presa in giro palese del giocatore non assegnò; la meta attribuendo un calcio di punizione a noi e passo i 2 minuti successivi a chiarire al giocatore ed ai suoi compagni che la tua forza nel rugby non deriva dalla velocità delle tue gambe o dalla potenza dei tuoi muscoli ma dalla grandezza del tuo rispetto nei confronti degli avversari.

Quella è una lezione che ho sempre tenuto con me.”