Cona Kona, la suggestione sarda di un nome e di alcune foto bellissime di questa giocatrice della Shardana Rugby di Nuoro e delle sue compagne di gioco e di vita.

Foto e ragazze dai lineamenti particolari, che raccontano di un rugby mediterraneo e ancestrale. La Sardegna è un’Isola differente dalla mia terra, la Sicilia.

Ha un’anima più profonda e per certi versi ancorata a un’essenza misteriosa, che non può essere ascoltata solo con la ragione ma entrando in essa dalla porta delle suggestioni.

E’ stata questa la chiave per andare a esplorare il mondo di Cona e delle sue sorelle, e il rugby femminile in Sardegna. Parla di te Cona, raccontaci di tutto questo che è il rugby delle Shardana.

 

KONA: Mi chiamo Naomi Concas, abito a Oristano. Cona Kona, il mio nome “da battaglia” nasce da qui, da un gioco con le mie iniziali e ormai fa parte di me.

Quando ho conosciuto il rugby è stato amore a prima vista. Ormai è da tanti anni che gioco e prima di far parte delle Shardana ho militato nell’ Oristano e nel Sassari.

Ho sempre giocato con le mie sorelle Sefora e Tabita. Non ci siamo mai poste limiti perché il sogno del rugby per noi, e per tutte le ragazze Sarde è davvero un sogno, è troppo forte per arginarlo.

Pur di giocare, ad esempio, insieme facciamo centinaia di chilometri, la spola fra Nuoro e Oristano, quasi ottanta chilometri: allenamenti, partite, con qualsiasi tempo e stagione.  

Sono sacrifici, è vero, perché oltretutto siamo una piccola società e non ci regala niente nessuno; ci dobbiamo pagare tutto, anche il nolo del campo da gioco.

Teniamo per anni le stesse divise da gioco che noi stesse ci siamo comprate.

La nostra piccola società si basa sulla collaborazione di Pietro Cidda, il nostro coach, e di tutti i ragazzi della maschile che ci aiutano a crescere, ci sostengono, ci danno consigli di gioco e di vita.

Eppure, nonostante i sacrifici, ci togliamo tante soddisfazioni. Sono tre anni che dominiamo in Sardegna e che ci comportiamo bene anche alle finali nazionali.

Certo, potremmo fare meglio, siamo determinate a le idee sono chiare, ci servono solo maggiori risorse per riuscire a far partire la squadra al completo.

Il sogno sarebbe riuscire a fare la squadra a 15 e trovare le risorse per confrontarsi con le squadre continentali. L’ambiente del rugby sardo è un po’ troppo ridotto, ci conosciamo tutte e anche se siamo tutti amici la rivalità è molto forte.

Le Shardana sono Sara Vidili,Katia LongobardiCona KonaSefora Concas,Cristina SassuGiulia Malduca, Tiziana Ruiu,Valentina MereuMaura MarchelloTabita Tabi Concas e Michela ZiziTi