Sabato 13 Ottobre 2018 si gioca a Settimo Torinese la prima giornata di Rugby del  Campionato nazionale Élite Under 16, girone Nord-Ovest.

L’incontro vede contrapposte le squadre del VII Rugby Torino e del Rugby Bergamo. Alle 18.55, a pochi minuti dal termine del match, con la maglia gialloblu n. 22 scende in campo per i padroni di casa Lucas Savarino, classe 2003.

Questo è l’ultimo capitolo di una storia che comincia un po’ più di due anni fa, quando Lucas e la palla ovale fanno il loro primo incontro.

Lucas è un ragazzo affetto da Disturbo Pervasivo dello Sviluppo, in parole più semplici è autistico.

Fino ai tredici anni non ha mai legato con nessun gruppo di coetanei, che fosse scolastico o spontaneo, né ha mai praticato alcuno sport.

A settembre del 2016 Fabio, il papà di Lucas, parla con un suo amico che ha il figlio che gioca nella Under 14 del VII Rugby Torino, gli dice che hanno un allenatore bravissimo e che potrebbe provare a portarlo al campo.

 

E così, qualche giorno dopo, sui campi di Settimo Torinese, Lucas fa conoscenza di Adriano Moro (coach della U14 e responsabile FIR per la didattica in Piemonte) e dei ragazzi della squadra.

Da quel pomeriggio comincia una bellissima avventura che coinvolgerà Lucas, Adriano, Fabio e i ragazzi tutti; io ho avuto la fortuna e il privilegio di esserne testimone quotidiano.

I primi giorni era veramente difficile per tutti relazionarsi con Lucas, lui rifiutava qualsiasi contatto, anche una pacca sulle spalle andava oltre quanto lui potesse tollerare.

Il lavoro quotidiano, la competenza ed empatia di Adriano, la perseveranza  e l’impegno di Lucas, la fiducia di Fabio la disponibilità e apertura di quel gruppo di preadolescenti, hanno però iniziato a creare la scintilla del cambiamento.

Osservarlo da fuori è stato emozionante come assistere alla trasformazione di una crisalide in farfalla.

Giorno dopo giorno il ragazzo che doveva essere accettato perché più sfortunato è diventato un compagno come tutti gli altri. E come tutti gli altri, come un novello William Webb Ellis, ha iniziato a correre, a placcare ed essere placcato, a giocare le prime partite, a fare vita di spogliatoio.

Papà Fabio è stato aggregato alla squadra per le trasferte e in questi due anni di U14 (Lucas ha giocato il secondo anno di categoria con deroga FIR dovuta alla sua patologia) ha potuto vivere insieme a suo figlio l’emozione delle trasferte a Parma per il torneo degli Amatori, a Roma per il SuperchallengeU14, in Francia per il torneo di Challon (lui si ricorda ancora il Bouf Buorguignon e il loro vino) e non ultimo i giorni di ritiro ad Alassio in cui si è sentito uno dei Ragazzi di Adriano.

Per loro il Rugby è diventato un elemento fondamentale della vita, Lucas, con il suo 90% di presenze agli allenamenti, uno degli atleti modello per dedizione.

Gli psicologi che lo seguono costantemente hanno riconosciuto passi avanti enormi in un tempo relativamente breve.

La cosa che però più mi ha stupito non è tanto il cambiamento di Lucas grazie alla squadra ma l’evoluzione dei compagni, è forse più quello che questi ragazzi hanno ricevuto da Lucas in questo periodo che ciò che loro hanno dato a lui. Il senso di responsabilità, l’affetto, il confronto e le emozioni li ha resi uomini migliori e probabilmente anche atleti migliori.

Per tornare alla nostra storia però, il tempo passa, arrivano le prime mete di Lucas; alcune realizzate con il supporto di tutta la squadra, pronta a giocare al suo servizio (e purtroppo non sempre capite dagli avversari che talvolta le hanno scambiate per derisione, anche qui c’è da crescere) e poi quelle conquistate solo grazie alla usa forza e capacità.

Lo scorso anno ad Adriano si affianca in U14 Chris De Meyer e anche lui rimane affascinato dal percorso di Lucas e dei suoi compagni. A fine stagione bisogna però decidere cosa fare per quest’anno.

Lucas deve salutare Adriano, quello che il papà definisce “l’uomo che ha riacceso la fiamma della speranza nelle nostre vite”.

La Under 16 del VII Rugby, affidata a Chris, è iscritta al campionato Elite, il timore è che sia un livello troppo alto per Lucas.

Fabio e Chris concordano sull’importanza che Lucas continui ad allenarsi con i suoi compagni degli ultimi due anni, i campi di Via Cascina Nuova sono ormai a tutti gli effetti casa sua.

Per le partite si vedrà poi cosa fare, magari qualche scampolo a fine stagione..

Alla ripresa degli allenamenti è pero Lucas a stupire di nuovo tutti, le sue capacità di coordinamento e la sua corsa sono migliorate ancora tantissimo, le parole di Chris sono: “Fabio, tuo figlio è diventato un’altra persona, non lo riconosco più”.

E così per Lucas arrivano le amichevoli pre-campionato, la prima trasferta a Lecco senza il papà (d’ora in avanti sarà la norma) e sabato scorso il debutto in campionato.

Quella che sembra una favoletta è diventata, per noi che la viviamo ogni giorno, la normalità.

Il rugby è lo strumento che ha permesso a tutti noi di mischiarci, confrontarci, crescere ed integrarci senza distinzioni di ruoli, senza etichette, ciascuno dando ciò che è in grado di offrire e ricevendo ciò che gli viene offerto dagli altri.

Ed in ciò, come sempre, quelli che si sono rivelati i più generosi sono sempre i ragazzi.

Adesso il viaggio continua, non sappiamo dove ci porterà, quello che è certo è che abbiamo voglia di farlo INSIEME e con una palla ovale ben stretta tra le mani.

 

” Marco Barberini, è dirigente del Settimo Torinese ( Tm della U.16 Elite ) e sostenitore della cultura del Rugby Mixed in Italia.

Da oggi, con questo articolo, ci fa piacere annunciarne l’entrata in RugbyljaMagazine.com come corrispondente su questi temi.”