Scopriamo la città di Francia Italia insieme a Charlotte Raniero 

“ Marsiglia non è una città per turisti. Non c’è niente da vedere. La sua bellezza non si fotografa. Si condivide. Qui, bisogna schierarsi e appassionarsi.”. 

Scriveva così lo scrittore Jean Claude Izzo; figlio di immigrati, un napoletano e una spagnola.

Marsiglia è il Mediterraneo. È Tunisi, Napoli, Genova, Barcellona e da sempre porto di sbarco di migranti, fuggitivi ed esiliati. Una città meticcia dove le mille culture di passaggio hanno lasciato tracce indelebili sulla sua personalità. Marsiglia è stata capitale europea della cultura nel 2013, e dicono lo sia la delle contraddizioni, della bellezza nascosta. Una città è da sempre ribelle per sua natura, ed infatti l’inno nazionale francese ne è la celebrazione.

E’ proprio seguendo gli inni che risuoneranno nello stadio Orange Vélodrome il 23 Febbraio prossimo in occasione di Francia- Italia, valido per il Sei Nazioni 2018, che Rugbylja Magazine sbarca a Marsiglia insieme a Charlotte Raniero, giornalista e responsabile per l’Italia di Pure Moment, l’agenzia che cura lo sponsoring di Crédit Agricole per Italrugby.

Charlie ci accompagna a scoprire Marsiglia.

  1. Bonjour Charlie, quindi a Marsiglia per questo Francia-Italia che non poteva che giocarsi qui. Una città che mischia tutto come questo match. Jacques Brunel con i Bleus, tu e Pure Moment con l’Italia. E poi il mare che sembra di stare in Sicilia. Ma che città è, come la presenteresti ai tifosi italiani che giungeranno al seguito di Italrugby nella capitale della Provence?

La presenterei come casa loro! Marsiglia è una successione di onde migratorie e quindi come dici giustamente è una “mischia” di tutti noi. Mi piace dire che è il mondo in miniatura, qui trovi tutto quello che cerchi. È una città capace del meglio e del peggio ma la qualità di vita è eccezionale.

  1. Prima e dopo la partita, e il terzo tempo, avremo ancora altro tempo per goderci questa tua bella città. Facci da guida: cosa c’è da vedere, da fotografare, da non poter assolutamente perdere?

Marsiglia ha tante personalità e quindi ogni “viaggiatore” può scoprire un aspetto della città che corrisponda al proprio carattere: per la festa direzione il Cours Julien, per la cucina del mondo direzione Noailles, per lo shopping direzione Joliette o Rue Paradis, per l’arte direzione il Panier. Però per godersi un panorama mozzafiato sulla città, un salto alla Bonne Mère ci sta!

  1. E la notte? Immagino che Marsiglia sia piena di localini da Movida come tutte le città del Mediterraneo. Dove andiamo stasera?

Per la movida direzione il Vecchio Porto, Rue Sainte, Cours Julien o Cours d’Estienne d’Orves.

  1. La domanda che un Italiano può farti ( e che a maggior ragione un Siciliano come me ti fa ) è: cosa si mangia di tipico a Marsiglia?

La Bouillabaisse! Una zuppa di pesce stratosferica! E per i “gourmands” abbiamo le navette (biscotti croccanti al fior d’arancio), la tapenade con le ulive e l’aïoli ovviamente, una salsa gustosa per i legumi e il pesce!

  1. L’Orange Velodrome, che stadio è, che caratteristiche ha?

Lo stadio in sé è mitico per la sua Storia ma quello che rimane stampato in mente è la tifoseria. È molto attiva, anzi vivace. Aldilà dei talenti in campo, la tifoseria può rovesciare qualsiasi situazione. È tutto smisurato e di nuovo al Vélodrome trovi chiunque indipendentemente dal livello sociale perché lo sport qui, è una delle principali cose che ci unisce.

  1. Jacques Brunel, lo sappiamo, è un intenditore e un produttore di vino. Metti caso che per consolarlo della vittoria di Italrugby ( ridiamo ) si decida di andare tutti insieme a bere un bicchiere. Qual è il vino locale che ci consigli di offrirgli? Ovviamente, ne compreremo qualche bottiglia da portare come ricordo in Italia.

L’Italia ha tutte le qualità per battere la Francia quindi spero di consigliargli un Château Simone, un vino AOC (prodotto vicino a Aix-en-Provence) che fa parte dei Grandi vini di Provenza.