CERTI RAGAZZI STRAORDINARI CHE VIVONO SCELTE NORMALI, questo è il POP rugby baby!

“Sebbene niente ci terrà uniti
Potremmo rubare un po’ di tempo,
per un solo giorno
Possiamo essere Eroi, per sempre
Che ne dici?” ( Heroes D. Bowie)

Non ci sono mai piaciuti gli eroi epici, quelli ad una sola marcia e con un unico registro emozionale. Soffrire, lottare, amare e morire nello stesso modo è sempre una mortificazione della vita. Lo aveva compreso per primo Omero creando Ettore, contraltare ad un mondo troppo imperfetto per sfuggire ai capricci degli Dei e alla bestia della guerra che ci rende strumenti o folli fra le mani di chi governa e guida le nostre emozioni; mentre è la paura di Ettore a indicare la via per la libertà, per il senso da dare al coraggio rivolto a proteggere l’amore.

Non è più tempo di Eroi, schitarravano gli Stranglers durante il Punk della rottura con i miti della musica Progressive diventati ormai cariatidi, mentre Bowie ci svelò che è solo per un giorno che possiamo esserlo davvero: Eroi, a patto di accettare il punto d’incontro dove rubare al tempo un po’ della sua corsa, placcarlo, anche se da altre parti la sua corsa continuerà fino alla meta. Ecco, le mete e noi, il rugby e quel che nel rugby cerchiamo di leggere e capire sempre. E’ cambiato, cambia continuamente come cambiamo noi negli ottanta minuti della nostra piccola vita. Non abbiamo più gioia nel raccontare Eroi ovali che vincono tutto, che fanno notizia quando perdono, che rappresentano un mondo fatto di tuoni e saette, di tabelle e dati, di record e maree. No, non è lo sport che amiamo, non sono le vittorie che cerchiamo. Possono andare bene per i media e per vendere ma cosa lasciano nel nostro cuore una volta finito di consumare il prodotto?

Non cerchiamo ragazzi normali che sappiano fare scelte straordinarie, tutti possiamo farlo questo. Quello che ci affascina, che ci offre un metro di lettura dello sport moderno, e del rugby nel nostro caso, sono quelle scelte che – ragazzi diventati straordinari attraverso impegno, volontà, passione – fanno nel modo più naturale possibile: essere il meglio di ciò che la vita ha donato loro. Un qualcosa che tutti i ragazzi possono fare perchè di tutti è un talento da impegnare, la scelta normale di vivere e affrontare il gioco, ogni gioco consapevoli di essere forti e di avere qualcosa – come Ettore – per vincere o perdere, per provarci.

Non scappare, accetta quel punto d’incontro per fissare il tempo. Rallentane la corsa e placcalo, anche solo per pochi istanti, ma che siano senza fine. Perchè è questo il compito degli Eroi oggi, di tutti i ragazzi. Come questa ragazza, che si chiama Isabella Locatelli, lei e le sue compagne fra pochi giorni giocheranno un mondiale. Hanno scelto di provarci contro tutto e tutti, con quello che hanno dentro, prima di tutto con quello: questi sono i ragazzi e le ragazze italiani. E’ normale. A noi piace e siamo fieri di loro.