L’alto livello italiano fatica a trovare un suo assetto di marcia e da più parti si indica il 2018 come un anno importante nel rapporto chiarificatore sul nostro ruolo internazionale.

Anche nella formazione e gestione economica l’alto livello arranca e i problemi sono sotto gli occhi di tutti.

Questa situazione che ripercussioni, secondo te, ha sull’attività di minirugby dei club e sulla promozione del rugby?

E’ questa la domanda che, in prossimità del Sei Nazioni 2018, poniamo a diversi addetti ai lavori.

Sigfrido Russo, Educatore Scuola Rugby I Fenici Marsala

La Federazione mostra ancora una volta di non aver capito quale sia la meta. Si investe tanto sull’alto livello ingaggiando con regolarità ogni tot anni un nuovo è più titolato allenatore e il suo staff. Si mutua guardandosi intorno quello che in quel momento appare lo stato dell’arte rugbistico. Il vero problema non è la mancanza di risultati della Nazionale o il livello scadente dell’alto livello ( scusa il gioco di parole); semmai queste sono le conseguenze. Conseguenze di una mancata ed autentica programmazione che dovrebbe invece partire proprio dal mini rugby ( u6 ) e dai club. La federazione dovrebbe, come si dice, rimboccarsi le maniche e ripartire dalla scuola dell’infanzia e dai club che avranno la forza di impegnarsi nelle categorie a partire dalla u6. Tra 15 anni, quando avremo finalmente costituito una base ampia e qualitativa, potremo esprimerci finalmente con risultati soddisfacenti. Vogliamo dare uno sguardo fuori? Guardiamo al Giappone. Lì hanno creato perfino i cartoni animati e i manga per catturare l’attenzione dei bambini e dei ragazzi per entrare nel loro immaginario. Da modesto educatore di mini rugby dell’ultima provincia italiana, sono costantemente colpito dal potenziale impressionante di alcuni bambini delle categorie U8/6… Tuttavia noi lavoriamo con numeri più prossimi alle unità che alle decine! Mi pare evidente che la gran parte dei bambini venga attirata da altre discipline. È un vero peccato perché la società e la scuola italiana dal rugby potrebbero certamente trarre un gran beneficio attesi i valori educativi della palla ovale, solo apparentemente tanto osannati. Sarebbe di beneficio per tutti la diffusione di questo sport. Ma questo… “là dove si cova il destino del popolo” come diceva il poeta, non si capisce… Sarà perché immaginare un under 6 arrivare in Nazionale appare difficile. Da qui il navigare a vista… Concludo con una provocazione per chi “ha orecchi per intendere”: a partire da quali categorie sono previsti i contributi federali?