Dietro un grande uomo c’è una grande donna. Noi oggi diciamo che dietro una rugbista c’è un uomo santo (subito!!!). In quest’articolo vogliamo parlarvi di tutti gli uomini che, in campo e fuori, supportano (e sopportano) la nostra squadra di rugby Old femminile, le Morositas di Amatori Union Rugby Milano.

La squadra è nata circa un anno e mezzo fa grazie alla tenacia del nostro capitano e del nostro coach ed oggi, dopo quasi due anni di gloriose e faticose attività, siamo arrivate a trentadue giocatrici grintose, stordite, pilone e pazze. Fatta questa doverosa premessa, vi spiegheremo come le Morositas apprendono i fondamentali del rugby grazie ai super coraggiosi e temerari Alessandro, Massimo e Siro, rispettivamente coach, vice e famigerato e temutissimo preparatore atletico (oh noi si fa sul serio eh…).

Partiamo dal fatto che mediamente siamo quasi tutte Over 35 e che nella vita non siamo atlete di professione o sportive in genere. Quindi capirete che i nostri coaches hanno compiuto un’impresa epocale per farci comprendere le cose da fare e soprattutto farcele farle. Scene di panico totale nel momento in cui il “pazientissimo” Alessandro (perché lui non urla mai, è mansueto e garbato come un pilone dopo la quarta pinta al terzo tempo o quando è in mischia) ci chiede di schierarci in difesa… Dunque, c’è chi si mette in posizione Karate-Kid, chi raccoglie margherite sul sintetico, Iron (la saggia del gruppo) che invano tenta di spiegarci, Flavia che alza gli occhi al cielo ed il vice-coach Massimo che ci guarda con pena e Siro che si copre gli occhi…… La situazione non deve sfuggire di mano… Allora Alessandro escogita sempre una serie di termini “tattici” per aiutarci a capire meglio. Ad esempio al suo comando “Schieratevi a Mazzo di Rho” siamo tutte pronte col biglietto del bus in mano… È a questo punto che si sente la sua vocina, flebile come quella di Pavarotti al suo “do” di petto, che dice “così non siete schierate a mazzo di rho ma a cazzo di caneeeee!!!”.   Ecco quindi che, come per magia ecco che le Morositas finalmente son schierate in difesa (e che difesa direi) perfettamente!

Ma veniamo a quello che fino a poco tempo fa ci “riusciva meglio”, il passaggio!

I primi tempi tenere in mano la palla ovale sembrava una mission impossible… Avevamo le “anguille” fra le mani…non riuscivamo a trattenerla neanche come davanti a una parmigiana di melanzane. Infatti il coach Alessandro ci diceva di sentire puzza di “mmerda” (la doppia emme è voluta per via del sostegno) perché la palla scivolava via dalle nostre mani. Oggi siamo migliorate: alcune di noi prima di entrare in campo si cospargono le mani di mastice da falegname (ma poi non passano più la palla), altre recitano il rosario, altre vanno in crisi mistica ed Annina si snoda come quelle che si infilano nei trolley lasciando fuori le mani.

Ora il possesso palla è a posto, ma cavolo ragazzi che fatica a fare tutte queste cose insieme!

Ma passiamo al temutissimo preparatore atletico Siro, che ha il compito di prepararci a raggiungere un livello di fisicità per poter affrontare le nostre avversarie al meglio… Tutti I lunedì iniziamo l’allenamento con esercizi che ci permettono di non tornare a casa col respiratore o in barella. Il carnefice è proprio lui, Siro (ex karateka), che ogni volta trova esercizi stile fatiche di Ercole per farci arrivare ai tornei pronte fisicamente…

A fine stagione siamo sicure che riusciremo a fare spaccate ed evoluzioni circensi che la Orfei se le sogna… Ma il pezzo fortissimo sono i nostri supporters, che ci seguono pazientemente ovunque e soprattutto sopportano la follia della squadra in stile “emoticon di WhatsApp”. Ci sono tutti i mariti ed i compagni (Nicola, Alberto, Angelo, Carlo, Stefano, Loris, Marco e gli altri…), che incuranti di qualsivoglia condizione atmosferica, ci seguono e ci sostengono in tutti i tornei. Ma i nostri uomini vanno anche oltre; si adattano ai nostri orari nei giorni di allenamento, al nostro abbandono della prole per andare in trasferta, ascoltano i nostri sfoghi, ridono ai nostri travestimenti in campo, riescono a badare ai nostri figli e contemporaneamente riescono a cantare in coro con noi al terzo tempo canzoni da scaricatrici di porto.

Tutto questo non sarebbe mai stato possibile senza i nostri uomini, che, con amore e coraggio tifano per noi davvero come se non ci fosse un domani e fanno di noi delle donne forti, audaci e consapevoli di poter andare oltre i nostri limiti. È anche grazie a loro se oggi riusciamo (quasi) a passarci la palla senza fare un avanti, ci schieriamo a “mazzo di rho”, e comunichiamo tra di noi e riusciamo persino a fare la “X”. Anche se a volte però ancora ci confondiamo con le lettere dell’alfabeto ed esce una “Y” oppure una “Z” Ma del resto noi siamo così: “dolcemente complicate” ma con tanta voglia di andare avanti per continuare a raggiungere risultati.

UN SOLO GRIDO MORO…SISI SITAS!

Shark